Occupato ex distretto militare, anche i parà contro il Municipio

 

—Riccardo Chiari, 19.2.2014 “Il Manifesto”

 

Beni comuni. Attivisti denunciati dalla Folgore dopo il blitz nella struttura abbandonata da anni. "Ma l'area è del Demanio"

 

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 Manifestazione per l'ex Colorificio

 

Man­cava solo la Fol­gore fra i nemici del Muni­ci­pio dei beni comuni. Ora sono arri­vati anche loro, i parà del Capar (acro­nimo di Cen­tro adde­stra­mento para­ca­du­ti­sti), pronti a denun­ciare i gio­vani atti­vi­sti pisani con l’accusa di aver occu­pato abu­si­va­mente l’ex Distretto di leva “Cur­ta­tone e Mon­ta­nara”, grande spa­zio dismesso da quasi vent’anni e lasciato a se stesso, in degrado. Pronta anche la replica del Muni­ci­pio: “Con buona pace dei parà — avverte Fran­ce­sco Biagi — la pro­prietà dell’immobile è del Dema­nio. Tanto che lo stesso Comune di Pisa, in base alle norme del fede­ra­li­smo dema­niale, a novem­bre ha chie­sto che la strut­tura passi, a titolo gra­tuito, nelle dispo­ni­bi­lità dell’amministrazione”.

Per certo l’occupazione di sabato scorso ha ria­perto una par­tita che sem­brava chiusa, dopo il dop­pio sgom­bero del Muni­ci­pio dei beni comuni dagli spazi dell’ex Colo­ri­fi­cio che la mul­ti­na­zio­nale J Color ha pre­teso fos­sero resti­tuiti. All’abbandono. Iden­tica sorte stava vivendo fin dagli anni ’90 l’ex Distretto mili­tare di via Gior­dano Bruno, nel quar­tiere San Mar­tino, forte anche di un parco di quasi 8mila metri qua­drati. “Dopo la dismis­sione — fanno sapere le ragazze e i ragazzi del Muni­ci­pio — l’immobile era stato di fatto abban­do­nato. E il giar­dino ser­viva solo per par­cheg­giare le auto dei mili­tari: a dir­celo sono stati gli abi­tanti della zona, che in que­sti anni hanno potuto sbir­ciare den­tro il parco solo per le feste cit­ta­dine, quando entra­vano le mac­chine anche degli amici e dei cono­scenti dei parà”.

L’obiettivo dichia­rato del Muni­ci­pio è la ricon­ver­sione a usi civili, pub­blici e sociali dell’ex distretto mili­tare. Con una sfida, non solo sim­bo­lica, “a soste­gno di un modello di società che alla guerra sosti­tui­sce la pace, la soli­da­rietà e la giu­sti­zia sociale”. Impec­ca­bile anche la tem­pi­stica dell’occupazione: il 5 feb­braio era stato avviato l’ennesimo ten­ta­tivo per supe­rare uno stallo che da 15 anni blocca un maxi pro­getto urba­ni­stico, teso a tra­sfor­mare tre caserme cit­ta­dine (oltre al Distretto mili­tare ci sono la Bechi Luserna sull’Aurelia e l’Artale di via Roma) in uffici, negozi, abi­ta­zioni e un nuovo ter­mi­nal dei bus turi­stici. In cam­bio il Comune costrui­rebbe una nuova caserma a Ospe­da­letto, decen­trando in quell’area le fun­zioni mili­tari del “Sesto reg­gi­mento di mano­vra” che è di stanza a Pisa.

Nell’incontro fra Comune, Dema­nio e Difesa non è stato supe­rato lo sco­glio della dif­fe­renze di valu­ta­zione sugli immo­bili. Intanto il Muni­ci­pio si è dato subito da fare, ini­ziando a pulire il parco con l’appoggio delle altre realtà della dif­fusa sini­stra pisana. “Spero che le isti­tu­zioni si ado­pe­rino per soste­nere e valo­riz­zare le atti­vità del Muni­ci­pio dei beni comuni – avverte Monica Sgherri di Rifon­da­zione comu­ni­sta – al quale va tutta la mia soli­da­rietà e vici­nanza, anche pen­sando a tutto il lavoro svolto nel Colo­ri­fi­cio prima di uno sgom­bero che doveva essere evi­tato”. In rete cir­cola un appello (“Chie­diamo al Dema­nio e agli enti locali di rispet­tare e soste­nere que­sta pra­tica di cit­ta­di­nanza, che avrà l’obiettivo di ospi­tare anche atti­vità e idee delle nostre orga­niz­za­zioni…), fir­mato da Gra­zia Naletto e Andrea Bara­nes di Sbi­lan­cia­moci, Alberto Cam­pailla di Link e Roberto Cam­pa­nelli dell’Unione degli Stu­denti, Fede­rico Del Giu­dice della Rete della Cono­scenza e Raf­faella Bolini dell’Arci, Guido Viale e San­dro Medici, Marco Ber­sani di Attac, Fran­cuc­cio Gesualdi, Patri­zia Sen­ti­nelli, Jason Nardi e tanti altri ancora.